Il viaggio a Reims di Gioacchino Rossini messo in scena a Pesaro nel 1984 con la direzione di Claudio Abbado, la regia di Luca Ronconi e le scene di Gae Aulenti è entrato nella storia del teatro. La mostra Il viaggio a Reims. Memorie di uno spettacolo, al Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, ripropone immagini e materiali della ripresa del 1992 a Ferrara e del 2001 a Bologna.

Questo viaggio nel tempo rimanda alla premiére di Gioacchino Rossini del 1825, al suo Théatre Italien a Parigi in presenza del nuovo re, Carlo X di Borbone, Poche recite, poi il Maestro decise che quelle sarebbero state le uniche. E calò il silenzio, appesantito dalla scomparsa dell’originale rossiniano dell’opera, ritrovato negli anni ’70 del secolo scorso.

Questa mostra, attraverso il linguaggio della fotografia e la suggestione della materialità della carrozza lignea del cavallo ronconiano, ripropone la trama del farsi della rappresentazione di Abbado.

E’ una mostra che dialoga, come detto, con lo spettacolo che “rappresenta” ma, nella sua tappa bolognese, anche con l’edificio in cui è collocata.

Il Museo internazionale e biblioteca della Musica è infatti uno spazio che vede Rossini muoversi di stanza in stanza tra strumenti musicali, ripiani e bacheche. Di Rossini sono conservati 75 manoscritti, 311 libretti d’opera, 33 edizioni stampate, 46 lettere, 24 documenti iconografici e vari oggetti. Dalla vestaglia alla parrucca, dall’orologio alle poltrone fino alla bacchetta per la direzione. E ovviamente il libretto originale Il viaggio a Reims del 1825

D’altra parte Rossini giunge a Bologna da adolescente, abita a poche decine di metri dall’attuale Museo della Musica e inizia a esibirsi come cantante attorno ai sette anni. Il legame con Bologna è talmente profondo che la città è considerata la sua patria civitatis, almeno fino alla violenta, definitiva e triste rottura avvenuta nel clima infuocato del 1848.

Questa mostra, al dialogo tra Rossini e Bologna accompagna quello di grande affetto tra Claudio Abbado e Bologna, che al Maestro, a un tempo gentile e creativamente rivoluzionario, è profondamente riconoscente per ciò che ha donato con generosità in particolare negli ultimi dieci anni di vita.

E’ una mostra di grande valore in sé, che si arricchisce di questi dialoghi che attraversano la dimensione del tempo e dello spazio componendo una architettura immateriale che impreziosisce anche la città, una cartografia dell’arte e della città.

 

Il viaggio a Reims. Memorie di uno spettacolo mostra fotografica e catalogo a cura di Giuseppina Benassati, Roberta Cristofori fotografie di Marco Caselli Nirmal, disegni di Gae Aulenti.