Al secondo piano di Palazzo d’Accursio, in Piazza Maggiore a Bologna, stanze e gallerie risuonano ancora oggi di passi, a volte felpati a volte decisi e autoritari, dei cardinali legati. Nel nome del papa, per 300 anni hanno gestito il potere a Bologna. Bologna è infatti diventata parte del Regno della Chiesa nel 1506. Il visitatore si rende conto di questa presenza costante nei secoli quando, all’improvviso, si trova nella Sala Urbana. Questa sala fu fatta costruire nel 1630 dal legato pontificio Bernardino Spada che la dedicò a Urbano VIII. E’ detta anche Sala degli Stemmi perché la vista rimane abbagliata dalla ricca decorazione araldica in stile barocco che riveste la parete con 188 stemmi, disposti a file di quattro. Rappresentano le insegne araldiche dei legati, vice legati e governatori pontifici che si succedettero a Bologna e sono una straordinaria narrazione di storia della città e di storia ecclesiastica.

Da una delle quattro aperture della sala si giunge alla Galleria Vidoniana che il cardinale legato Pietro Vidoni fece costruire nel 1665. Il soffitto è arricchito da una magnifica decorazione in cui, con ritmo musicale, si alternano soggetti mitologici ed allegorici, a rappresentazione del potere papale, in particolare di papa Alessandro VII.

Proseguendo lungo la sequenza di stanze, in cui è stata ricreata l’atmosfera delle case private del XVIII secolo, si giunge all’ultima, la Sala Boschereccia. Il visitatore rimane sorpreso alla vista delle pareti che si aprono, con una accattivante illusione visiva, su verdi spazi, che riprendono le suggestioni delle “stanze paese”, largamente diffuse nella Bologna napoleonica. Al centro della stanza, una statua di Canova. Le Collezioni Comunali d’Arte riaprono oggi dopo un anno e mezzo di lavori di ripristino e consolidamento sulla copertura di Palazzo d’Accursio. In questo periodo sono state allestite due mostre nelle parti del palazzo di volta in volta non interessate dai lavori al coperto, riducendo la chiusura totale a soli tre mesi. Finalmente i turisti e i residenti potranno tornare a visitare questo museo che contiene raccolte di opere d’arte dal XIII secolo all’inizio del Novecento all’interno di ambienti unici e sontuosi adibiti a residenza privata dei cardinali legati.