Mozart sbagliava i compiti? Questa tastiera perfetta è insuonabile? Dove tenete il primo libro di musica a stampa? Queste alcune delle domande fatte a “Musica da vedere”, una serie di visite in cui gli esperti sono a disposizione dei visitatori. A domanda, rispondono. Accade al Museo Internazionale e biblioteca della musica di Bologna all’interno della rassegna “#wunderkammer, il museo delle meraviglie”.

Come ho scritto più volte oggi un museo non è solo un luogo di esposizione di oggetti ma un intreccio di storie e un hub culturale. #Wunderkammer si propone, e non è un caso, di valorizzare il complesso patrimonio costituito dalle raccolte permanenti di beni musicali, librari e artistici del museo, incentivandone in maniera sorprendente la conoscenza presso un ampio pubblico. Un unico contenitore in cui si integrano esperienze diversificate: concerti, narrazioni musicali, visite guidate.

La nuova edizione, in programma dal 15 febbraio al 21 giugno 2020, si compone di un ricco palinsesto di 33 appuntamenti articolati in quattro distinte sezioni tematiche.

“Com’è fatto? la musica vista da dentro”. Questa sezione approfondisce la storia degli strumenti musicali, il perché dei materiali usati e delle forme modellate da secoli di tecniche, stili, sapienza e segreti artigianali. Cosa di meglio che chiederlo ai costruttori di oggi che accompagneranno i visitatori in un viaggio (letteralmente) “dentro“ la musica alla scoperta delle straordinarie proprietà acustiche del legno e della storia degli strumenti ad arco, dei segreti nella costruzione del cornetto, per finire con l’organo ad ala, costruito dal maestro organaro Nicola Ferroni, che sarà “ospite” del museo e protagonista in diversi concerti della rassegna.

Segue “#wk narrazioni musicali. Scoperta dei segreti della collezione del Museo della Musica”. Incontri per ri-creare il volto delle collezioni raccontando le storie di uno strumento musicale, di un dipinto, di uno spartito. Così, la ri-creazione delle collezioni museali è al tempo stesso ricreazione della mente di chi partecipa e ricreazione di una memoria dimenticata del passato che ci appartiene. E proposte editoriali originali su Bach, Verdi e Mascagni.

La terza sezione,” Insolita la musica che non ti aspetti” è la rassegna di concerti in cui i tesori musicali del museo e della biblioteca tornano a (ri)suonare. Infatti, tutti i programmi di concerto vengono selezionati in quanto legati a un manoscritto, un’edizione a stampa, una lettera, un dipinto appartenenti alle collezioni del museo. E Insolita sarà anche l’occasione per vederli “da molto vicino”: gli esperti del museo mostreranno, di volta in volta, uno dei pezzi unici della collezione legato al programma del concerto che seguirà. Tra gli insoliti mi piace ricordare il concerto di Sensus, Ut Musica Pictura, sugli strumenti ricostruiti a partire da quelli dipinti da Raffaello Sanzio, e la tappa bolognese della violinista tedesca Franziska Strohmayr, Bach… nach Ron, nel suo viaggio in bicicletta da Augusta, in Germania, fino a Roma.

“Variazioni le visite che non ti aspetti” propone, come detto, un esperto del museo a disposizione del pubblico per rispondere a tutte le domande sul museo che attraversano sei secoli di storia della musica. Poi visite sonate e un laboratorio di danza dove i partecipanti potranno ricreare l’atmosfera e le coreografie originali di una danza d’epoca per poi esibirsi in una visita danzata nelle sale alla scoperta della collezione degli antichi trattati di danza esposti in museo.

E’ questo intreccio di proposte insolite, inaspettate e sorprendenti che apre le porte alla meraviglia di pubblici diversi, sia quelli già fidelizzati, sia pubblici nuovi.